La spesa per il pranzo di Natale

Ore 8.30
Parto da casa e passo a prendere i miei. Sono lì ad aspettarmi da mezz’ora! Praticamente lo apriamo noi il Centro Commerciale.
“Ciao mamma ciao papà” … “Mamma stamattina ti sei vestita al buio?”
” No perchè?”
” Allora sei daltonica ”
Silenzio in macchina …
“Papà?”
“Che c’è?”
“Hai preso le chiavi?”
“Quali chiavi?”
“Quelle del Centro Commerciale! Lo apriamo noi stamattina ”
Silenzio in macchina …

Ore 8.45
Arrivo al centro commerciale e ricerca del posteggio, previa approvazione dei passeggeri, si scende! Papà corre a prendere il carrello buono, quello che non sbanda. Mamma pure!
Due carrelli mi sembra esagerato! “Dobbiamo fare la spesa grossa!”
Zitta Manu a Natale son tutti più buoni

Ore 9.30
Smarrito papà.

Ore 9.40
Ritrovato papà che esamina prosciutti e non disdegna quelli della tipa che ha accanto! All’ospedale me lo hanno rimesso a posto bene!!! E poi dicono della malasanità.

Ore 10.00
Smarrito di nuovo papà

Ore 10.10
Arriva con un’enorme coso in mano
“Cos’è?”
“Una rapa!!! Non la vuoi?”
“No papà!”

Ore 11.00
Smarrita mamma.

Ore 11.30
Dispersa mamma.

Ore 11.35
Ritrovata mamma a far la guardia al carrello sbagliato.

Ore 11.40
Finalmente alla cassa!
Mi guardo intorno.
La vecchina che cerca i centesimi nel portamonete come se nessuno qui ha fretta.
Un vecchino con la lista della spesa che gli pende di mano mentre lui pende dal carrello.
Un’altra vecchina con lo sguardo perso che il carrello ha deciso di guidare lui.
Sussurro tra me “Per me i figli li portano qui la mattina e li vengono a riprendere con comodo tipo asilo”
“Lo penso anch’io!” dice la signora che mi precede “girano con lo sguardo perso appesi ai carrelli e soli”
Ci sorridiamo. Guardo papà e: “Papiii ocio che il prossimo anno ti sguinzaglio anch’io qui!”
Lui: “eeeeh? Non ho capito!”

Lo guardo … ripenso a quello che è stato quest’anno che sta per finire e mentre sorrido trattengo una lacrima.
Quanto è invecchiato il mio papà in pochi mesi … ma è ancora qui ed è questo che conta di più.

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Mela

Mela era una bimba silenziosa
le avevano insegnato che non bisognava fare rumore
o il papà si arrabbiava 

Mela non faceva domande
Mela non correva, non urlava, non sapeva giocare 

Mela la chiamavano gli altri bimbi perchè
il nome che le avevano scelto era troppo lungo e difficile
Mela odiava il suo nome ne sognava uno diverso
Si’ Mela sognava … sognava spesso e nei suoi sogni lei giocava 

Mela aveva imparato a cucinare
a mangiare sola
a rifarsi il letto
a lavare il suo piatto
tutto in rispettoso silenzio
anche perchè era sola non c’era proprio nessuno 

Mela aveva paura a stare sola
ma non lo ha mai detto
aveva paura anche di parlare 

Mela passava le sue giornate davanti allo specchio
si guardava e si chiedeva come sarebbe stata da grande
Mela giocava con se stessa
parlava a se stessa … 

Mela è cresciuta cosi’
con la paura di parlare
con la paura di fare rumore
con la paura di giocare
mettendo il dovere al primo posto
lasciando indietro se stessa
questo le hanno insegnato 

Mela è cresciuta
è una donna
è una femmina
è una tigre
perchè quando vieni aggredita impari a difenderti 

Si’ mela è cresciuta
ma continua ad addormentarsi con i pugni stretti
perchè è l’unico ricordo che ha piu’ simile ad un abbraccio

Ombre

Tutto tace
lascio che a scaldarmi sia il sole che sta sorgendo
a fior di ciglia le ombre della notte
agitata e folle
fatta di sogni in bianco e nero
come la vita che sta nascendo.

Tra le ciglia

Quando si lascia parlare il cuore è pericoloso, le persone si spaventano.
Mi sono fermata ad ascoltare il tuo fino a non aver bisogno di parole ne sento ogni battito.
L’amore fa paura.
Quel sentimento così ambito per la forza che contiene…fa paura!

L’Amore quel qualcosa che sa di infinito e che ci ostiniamo a rinchiudere in una parola.
Per raccogliere le tue lacrime mi sono inginocchiata e lì sono rimasta. In ginocchio con le mani in grembo, la testa piegata per guardarti negli occhi, per potermi perdere nell’immensità della tua anima.
Non pensavo mi calpestassi