Il pacco

2b763e3c5dd311e3bad51265e271254f_8Il Natale! Atteso dai più piccoli per un intero anno. Luci, musiche e tutto ciò che rende più magica l’atmosfera.

I bambini ne restano incantati mentre aspettano la famosa mattina dove, sotto l’albero acceso, scarteranno i regali.

Perchè, diciamocela tutta, Babbo Natale o chi per esso la letterina l’ha letta!

Come ogni bimbo anch’io aspettavo, occhi sbarrati orecchie tese, di fiondarmi giù dal letto a vedere cosa giaceva ai piedi del mio albero.

Eccoliiii! Due massimo tre pacchi. Ne prendo uno curiosa, felice non sto più nella pelle,  sto per strappare la carta ma, dietro le mie spalle il “Non rompere la carta!” troneggia.

La prima delusione della mia vita.

“Come non devo romperla…” penso mentre da brava bimba eseguo gli ordini di mamma che dall’alto, sempre dietro di me fissa, osserva e dirige l’operazione.

La carta per i pacchi, soprattutto natalizia, ha il suo valore nella mia famiglia.

Per famiglia intendo mamma e la sue sorelle. Sette femmine con il pallino della carta di Natale. A papà non fregava una beata fava.

Un pacco regalo che si rispetti, sempre secondo le mie “befane” deve avere una bella carta e un bellissimo fiocco. Ho visto membri della famiglia “sparire” solo per aver avuto la brillante idea di consegnare un regalo senza averlo incartato con scuse tipo: “Ero di fretta non ho fatto in tempo”il famoso “tanto sei grande”.

Quando consegna un pacco regalo ad una delle mie Befane la prima frase è “uuuh che bella carta” più grande è il pacco più son felici. Mentre attentamente scartano, pensano già cosa ci potranno incartare il prossimo anno. Ovvio la carta viene riciclata. Meno la tagli meglio è, meglio piegarla! Mi è venuto il dubbio che l’origine degli origami abbia qualcosa a che vedere con loro. Scartavo pacchettini, senza dubbio ben confezionati, in quello che poteva essere un aquilone! Il peggio è che ne ero felice.

La carta usata però si vede che non è nuova. Nessun problema si stira! Con attenzione, ma si stira. Zia Concetta armata di vaporella e fazzoletto per proteggerla. Mia mamma una volta aveva pensato anche di inamidarla. Nonna no, lei non la stirava, lei ti diceva che era “vissuta” e tutti i torti non li aveva perchè dopo alcuni anni di questa pratica la carta acquisiva il suo bell’albero genealogico. “Questa era di zia Rosa! Che la regalò a Denise che la regalò a Manuela che…” Se nutrivate dubbi sulla potenza di memoria di una donna ora avete la conferma che è di ferro! La frase: “questa carta l’ho già vista” accompagnata da meraviglia scatenava discussioni e litigi perchè ognuna aveva la propria di memoria.

Una sposa che si rispetti ha la sua carta! Nuova penserete voi.  Se tiene con cura quella usata per i regali di nozze certo o si tiene quella che mamma le ha messo via e fa parte del corredo. Quella dei regali di nozze non è natalizia?La “personalizzi” la dipingi tu, sei brava hai fantasia! In quel momento realizzi che, alcune delle carte regalo che ti hanno propinato per “rare” erano il frutto delle loro personalizzazioni. Arrivi a casa le scovi e le bruci. Perchè tu sei diversa da loro, tu la carta la comprerai ecco! Ignara di cosa ti aspetterà entri nel negozio le scegli, le paghi ci impacchetti i regalini e glieli consegni. E aspetti. E inizi a preoccuparti. Le Befane se ne stanno lì a bocca aperta, perse. Non la riconoscono e smarrite sussurrano: “Grazie del pensiero Manu, che bella carta!” Accogliendo la neo-nata.

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